Perdita diretta di fatturato
Per un e-commerce, ogni minuto di downtime si traduce in ordini persi. Per un sito di servizi, i potenziali clienti trovano la pagina offline e vanno dalla concorrenza. Non torneranno.
Un'ondata di traffico artificiale travolge il tuo server e il sito va offline. I tuoi clienti non riescono ad accedere, le vendite si fermano, e il problema può durare ore o giorni.
DDoS sta per "Distributed Denial of Service": un attacco distribuito che punta a rendere il tuo sito inaccessibile. In pratica, migliaia di computer infetti (una "botnet") inviano simultaneamente richieste al tuo server, saturandone le risorse fino a farlo crollare.
WordPress è particolarmente vulnerabile perché è un software dinamico: ogni volta che un visitatore apre una pagina, il server deve eseguire codice PHP e interrogare il database. Sotto un attacco DDoS, questo processo si moltiplica per migliaia di richieste al secondo, consumando tutta la CPU e la memoria disponibili.
Un punto debole noto di WordPress è il file xmlrpc.php, che può essere sfruttato per amplificare l'attacco: una singola richiesta può generare centinaia di operazioni interne, moltiplicando l'effetto del DDoS.
Per un e-commerce, ogni minuto di downtime si traduce in ordini persi. Per un sito di servizi, i potenziali clienti trovano la pagina offline e vanno dalla concorrenza. Non torneranno.
Se Google prova a scansionare il tuo sito e lo trova offline, questo impatta negativamente sulla SEO. Un downtime prolungato può far scendere le pagine nei risultati di ricerca.
Un attacco DDoS può durare da poche ore a diversi giorni. Senza protezioni adeguate, sei alla mercé dell'attaccante: il sito resta down finché l'attacco non cessa.
A volte il DDoS è una distrazione: mentre sei impegnato a gestire il downtime, l'attaccante sfrutta il caos per tentare una intrusione brute force, installare backdoor o rubare dati sensibili.
Non puoi impedire che qualcuno tenti un DDoS, ma puoi rendere il tuo sito in grado di assorbire l'attacco senza andare offline.